Cosa c'è da vedere

In primo luogo spicca, per importanza, la settecentesca chiesa parrocchiale dell’ Architetto Vittone. Completamente restaurata in ogni sua parte si tratta di una vera e propria pinacoteca di tele e pale d’altare attribuite ai migliori pittori del ‘700 piemontese. Nella sacrestia è visibile una preziosa icona cinquecentesca attibuita alla scuola vercellese del Lanino. Sotto l’altare maggiore sono custodite le reliquie millenarie del Santo Patrono Giovanni Vincenzo, già Arcivescovo di Ravenna, eremita sul monte Caprasio e fondatore della Sacra di San Michele, che viene festeggiato dall’ antica Società Abbadia il 21 novembre.
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Accando alla rossa facciata di mattoni della chiesa parrocchiale spicca la millenaria torre campanaria, poderosa e massiccia nelle sue forme romaniche in blocchi di pietra grigia, unica superstite dell’ antica chiesa coeva poi demolita e sostituita da quella barocca. Al suo interno si trova la sede della Società Abbadia, che custodisce preziosi cimeli e una scala che, in totale sicurezza, conduce fino alla cella campanaria nella cuspide gotica di mattoni rossi dove si rimane ammaliati dalla maestosità delle antiche campane.

Sempre sulla piazza della chiesa, a pochi passi dal campanile, si trova la torre del comune, edificio del XIII secolo, e l’antica casa parrocchiale. Entrambi arricchiti sulla facciata da archi, monofore e bifore riportati alla luce, ospitano al loro interno la biblioteca, una sala ludica per i più piccoli e due sale per mostre. Al primo piano della torre comunale è tornato alla luce un importante ciclo pittorico risalente alla metà del 1200, rarissimo esempio di pittura profana di alta epoca. Parrebbe essere una delle preziose sale dove l’abate di San Michele scendeva ad amministrare il suo potere terreno.

Scesa la grande scalinata in pietra ci si trova sulla via Francigena, racchiusa ancora su due lati dall’ antica cinta muraria con una delle torri angolari: questo è il cuore commerciale del paese.

Vi si affacciano negozi, botteghe e locali pubblici. Ben tre produttori vendono tutto l’anno il dolce tipico di Sant'Ambrogio: la pasta di meliga.

Lungo questa strada si possono notare resti di edifici privati e pubblici di origine medievale e barocca (la torre del feudo, quella della dogana, l’albergo della posta), nonché le due scenografiche fontane settecentesche in pietra locale, da dove sgorgano per tutto l’anno abbondanti e fresche acque.

Appena fuori dal piccolo centro storico si trova la farmacia, e sulla Via per la stazione l’ ottocentesco palazzo comunale, la banca e il grandioso cotonificio fratelli Bosio, splendido esempio di archeologia industriale fondato nel 1872.

A ridosso del centro storico (e con accesso diretto alla strada statale n. 25) numerosi parcheggi gratuiti permettono la sosta senza limiti di tempo a macchine e pullman.

Non va dimenticato che con un'ora di cammino lungo l'antica e panoramica mulattiera si può raggiungere la Sacra di San Michele, vero e proprio faro sia per la sua eccezionale visibilità che per il suo eccezionale valore spirituale, ambientale e architettonico.

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Situata ad un km circa dal Boscodellemeraviglie si trova Chiusa di San Michele, paesino raggiungibile con un'ampia e pianeggiante pista ciclabile, lungo la quale si incontra il laghetto “dei camosci”, così chiamato per l’eccezionalità delle sue frequentazioni. All’alba e all’imbrunire è infatti possibile ammirare una numerosa colonia di camosci che, spontaneamente, si è qui trasferita, dando vita a una delle colonie più basse di tutte le Alpi, certamente l’unica a poco più di mezz’ora di viaggio dal centro di una grande città metropolitana come Torino. Un’area attrezzata per pic-nic e un piccolo bar con grande vetrata per le osservazioni invernali completano l’offerta naturalistica.

Dai pressi del laghetto parte la Via Ferrata “Carlo Giorda”, via alternativa di salita alla celebre abbazia con diversi gradi di difficoltà . E’ frequentata da famiglie, gruppi, adulti e ragazzi.

All’interno del circuito del Boscodellemeraviglie è già presente un’area attrezzata con tavoli e panche.

Salendo si incontra anche il castello abbaziale di origini medioevali, che è stato recentemente restaurato e adibito a struttura ricettiva a basso costo, con 20 posti letto, sala ristorante e grandi terrazze panoramiche.

Da molti tratti del Boscodellemeraviglie si ha modo di vedere panorami ampi e ben noti anche ai cittadini dell’area metropolitana: il castello di Avigliana, il monte Musinè, la collina di Superga e, naturalmente, la Sacra di San Michele.

E’ in questo eccezionale contesto di strategicità formato dalla presenza della stazione ferroviaria, di beni artistici, culturali, sportivi, ambientali, parcheggi e servizi che si è sviluppata l’idea del Boscodellemeraviglie. Un’offerta turistica nuova per gruppi, famiglie e scolaresche a mezz’ora dal centro di una grande città.

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